Dal 1918 ad oggi oltre un secolo di famiglia, cucina e accoglienza
In un angolo d'Europa si spegnevano gli ultimi echi di una guerra lunga e dolorosa, e a Mongardino piccolo borgo sui colli bolognesi, stazione di sosta per mercanti e carovanieri in viaggio tra Firenze e Modena Adelmo Negri apriva le porte della sua osteria.
La chiamò "La Grotta", dal nome dell'antro di tufo lì vicino dove i cavalli si riposavano dopo il cammino. Dentro, un bancone, qualche tavolo, un fuoco. Fuori, notti di quiete e di silenzio, e il valico di Mongardino che guardava avanti verso tempi migliori.
In quell'osteria sul colle, il rumore dei bicchieri e le voci degli avventori spingevano indietro i brutti ricordi di una guerra appena finita e guardavano avanti, verso giorni di nuova speranza.
Mongardino era allora una piccola terrazza sulla vallata e un crocevia importante: mercanti di bestiame, carrozze e carovane si fermavano lì, e Adelmo offrì a quello stop un bancone, il conforto di un piatto, di un bicchiere e di un saluto.
Nei decenni successivi l'osteria si spostò due volte, sempre restando sulla sommità del valico, all'incrocio tra Via Mongardino e Via Tignano. Di generazione in generazione, di padre in figlio.
Sull'incrocio di Mongardino nasce l'osteria. Un punto di sosta e ristoro per i viandanti che percorrevano il valico tra Bologna, Firenze e Modena. Il nome viene dall'antro di tufo vicino, rifugio naturale per i cavalli stanchi.
Il figlio di Adelmo porta avanti la tradizione di famiglia. L'osteria si sposta per la prima volta, ma rimane fedele alla sua vocazione: accoglienza genuina e cucina del territorio.
L'osteria si trasferisce nell'edificio costruito nei primi anni '50, sull'incrocio esatto tra Via Mongardino e Via Tignano, al civico 1. È qui che La Grotta è rimasta da allora, senza mai spostarsi: lo stesso incrocio, lo stesso posto, la stessa insegna.
Dal 1984 è Stefano, figlio di Aristide, a gestire il locale. Bar, cucina, accoglienza: la stessa identità, lo stesso spirito che Adelmo aveva messo in quell'osteria sul colle.
Oggi è Filippo, figlio di Stefano, a portare avanti questa storia insieme alla madre Mariana. Una storia che dura da oltre cent'anni, nata come punto di ristoro per viandanti e diventata il cuore pulsante di Mongardino il posto dove il paese si ritrova, ogni giorno.
Immagini di un'osteria che ha attraversato oltre un secolo di storia italiana.
Poco più di un secolo è trascorso da quegli incontri del 1918, ma l'Osteria La Grotta è ancora oggi il fulcro di Mongardino. Stessa posizione, stesso incrocio tra Via Tignano e Via Mongardino, civico 1: il posto in cui, dai primi anni '50, chiunque salga a Mongardino la trova lì, riconoscibile, sempre uguale a se stessa.
Chi sale a Mongardino lo sa: qui si viene per stare bene. E si torna.
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